Curinga - Con riferimento al comunicato dell’Ammin. Comunale sulle bollette del servizio idrico.

Curinga, Martedì 03 Ottobre 2017 - 17:59 di Cesare Cesareo

Con riferimento al comunicato dell’Amministrazione Comunale sulle bollette del servizio idrico, vorrei precisare, anzitutto, che la questione da me sollevata è di carattere puramente tecnico-legale e il mio intento non era di mettere in discussione l’operato dell’amministrazione comunale di Curinga, quanto di evidenziare un errore metodologico commesso dagli uffici comunali e di cui pensavo che gli amministratori non fossero a conoscenza.

Tuttavia, il fatto che l’Amministrazione comunale abbia diffuso un comunicato in cui sostiene che quanto da me asserito è infondato, mi impone di fare alcune precisazioni, al fine di evidenziare ulteriormente che le mie osservazioni, lungi dall’essere prive di fondamento, si basano sul chiarissimo e inequivocabile testo delle norme del vigente Regolamento comunale per la distribuzione dell’acqua potabile.

In particolare, le norme del regolamento rilevanti ai fini del tema in discussione così dispongono:

- Art. 21: “La quantità dell'acqua somministrata sarà verificata mediante letture da effettuarsi ogni quadrimestre e, precisamente, entro i mesi di maggio, settembre e gennaio di ogni anno. La fatturazione avverrà sulla base dell’acqua effettivamente consumata mediante l’applicazione delle tariffe idriche approvate dall’Amministrazione Comunale”.

- Art. 44, comma 3: “Il canone quadrimestrale per utenza verrà pagato al Comune in seguito ad emissione di apposito bollettino secondo le modalità fissate dallo stesso”.

Dalle predette norme si evince in maniera inequivocabile che la lettura dei contatori deve essere effettuata ogni quadrimestre e che, pertanto, la contabilizzazione dei consumi, con emissione del relativo bollettino, deve avvenire ogni quadrimestre (tra l’altro, se così non fosse, che senso avrebbe la lettura quadrimestrale?). La qual cosa significa che, se, per esempio, in ognuno dei tre quadrimestri di cui si compone un anno vengono consumati 100 metri cubi d’acqua, l’intero consumo annuale (pari a 300 metri cubi) deve essere contabilizzato alla tariffa della prima fascia (€ 0,30/mc), mentre con l’erroneo e illegittimo metodo utilizzato attualmente dagli uffici comunali vengono contabilizzati 100 mc nella prima fascia, 100 mc nella seconda fascia e 100 mc nella terza fascia, con la conseguenza che gli utenti vengono chiamati a pagare più di quanto dovrebbero in effetti pagare.

            Nel suo comunicato l’Amministrazione Comunale sostiene che quanto ho scritto è destituito di fondamento, ma in verità quel che è atecnico e destituito di fondamento è proprio quanto si afferma nel detto comunicato. In particolare:

- L’Amministrazione sostiene che la metodologia di calcolo applicata dagli uffici comunali non ha comportato alcuna lievitazione delle somme poste a carico degli utenti, argomentando che “quest’anno, infatti, nulla è cambiato a livello di calcoli rispetto agli anni precedenti”. Senonché, non comprendo quale sia il nesso logico-giuridico di questa argomentazione: infatti, la circostanza che sia stata adottato lo stesso criterio anche negli anni precedenti non è valso certo a renderlo legittimo, ma significa solo che erano illegittime anche le bollette di quegli anni e che anche in quegli gli anni gli utenti sono stati chiamati a pagare cifre superiori a quelle che avrebbero dovuto pagare.

- L’Amministrazione Comunale afferma inoltre che “del resto, l’articolo 21 “Accertamento dei consumi” esplicitamente stabilisce, al comma 2, che la fatturazione avverrà sulla base dell’acqua effettivamente consumata mediante l’applicazione delle tariffe idriche approvate (annualmente) dall’Amministrazione comunale”. Mi pare tuttavia evidente che la circostanza che le tariffe vengano approvate annualmente non influisce in alcun modo sull’obbligo (stabilito espressamente dal Regolamento comunale) di procedere a letture e contabilizzazione quadrimestrali.

A questo punto, penso che ognuno possa farsi un’idea propria, anche prendendo visione autonomamente e personalmente del regolamento, che è disponibile sull’albo pretorio on line del Comune di Curinga.

Ribadisco che il mio deve essere inteso come un intervento di carattere prettamente tecnico-legale, avulso da qualsiasi contestualizzazione politica e scevro da spirito polemico nei confronti degli attuali amministratori locali.   

                                                                                                                                            Avv. Paola Galati

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