Curinga - Errata metodologia di calcolo delle BOLLETTE DEL “SERVIZIO IDRICO ANNO 2016”

Curinga, Domenica 24 Settembre 2017 - 19:42 di Cesare Cesareo

Giorni fa è stata recapitata a mio padre la bolletta relativa al “servizio idrico anno 2016” emessa dal Comune di Curinga e mi sono presa la briga di verificarne la correttezza.Oltre al “canone acqua reflua” e al “canone depurazione”, la bolletta riporta l’importo relativo al “consumo” dell’acqua.Dalla bolletta risulta che tale importo è stato calcolato sulla quantità d’acqua consumata nel periodo 31-12-2015/19-05-2017, applicando una tariffa di € 0,30/mc per i primi cento metri cubi, di € 0,36/mc per i secondi cento metri cubi e di € 0,50/mc per i metri cubi ulteriori.Tale metodologia è però del tutto illegittima perché in contrasto con il Regolamento per la distribuzione dell’acqua potabile approvato dal Comune di Curinga con delibera consiliare n. 9 del 26/02/2010, il quale, all’art. 21, stabilisce che “La quantità dell'acqua somministrata sarà verificata mediante letture da effettuarsi ogni quadrimestre e, precisamente, entro i mesi di maggio, settembre e gennaio di ogni anno. La fatturazione avverrà sulla base dell’acqua effettivamente consumata mediante l’applicazione delle tariffe idriche approvate dall’Amministrazione Comunale”, ed all’art. 44, comma 3, precisa ulteriormente che “Il canone quadrimestrale per utenza verrà pagato al Comune in seguito ad emissione di apposito bollettino secondo le modalità fissate dallo stesso”.Dalle disposizioni regolamentari citate si evince chiaramente che il consumo dell’acqua va rilevato e contabilizzato ogni quadrimestre, con la conseguenza che le diverse fasce tariffarie devono essere applicate sul consumo di ogni quadrimestre e non già - come è stato fatto invece nella bolletta che ho esaminato - su quello di periodi maggiori (addirittura 16 mesi e 19 giorni!).L’errata metodologia di calcolo applicata dagli uffici comunali ha determinato un’illegittima lievitazione dell’importo indicato come dovuto per il consumo di acqua, perché, se si spalma l’acqua consumata nel periodo 31-12-2015/19-5-2017 in contabilizzazioni quadrimestrali (e dunque in 4 quadrimestri, perché questo è il numero di quadrimestri da cui sono composti 16 mesi), come si sarebbe dovuto fare a norma del Regolamento comunale sopra citato, si ha che sono stati consumati 100 mc in ogni quadrimestre e che quindi tutti i 400 i metri cubi consumati vanno contabilizzati nella prima fascia tariffaria (€ 0,30/mc).Per rendersi conto della notevole differenza di importo a cui conducono le due diverse metodologie di calcolo, basta fare un esempio pratico, ipotizzando, nel periodo di 16 mesi, un consumo totale di 400 mc d’acqua: se si applica l’errata metodologia seguita dagli uffici comunali, 100 mc vanno contabilizzati ad € 0,30/mc, altri 100 vanno contabilizzati ad € 0,36/mc e gli altri 200 vanno contabilizzati ad € 0,50/mc, per un totale complessivo di € 166,00 (più IVA); se si applica invece la metodologia corretta, i 400 metri cubi vanno contabilizzati tutti ad € 0,30/mc (perché, non superando il consumo di 100 mc a quadrimestre, si applica sempre la prima fascia tariffaria), per un totale complessivo di € 120,00 (più IVA). Come si può vedere, c’è una differenza di € 46,00 (più IVA), pari a circa il 25%.Né si può obiettare che, poiché il Comune non ha proceduto alle rilevazioni quadrimestrali, non è possibile sapere qual è stato l’effettivo consumo per ogni quadrimestre. Infatti, in assenza delle rilevazioni quadrimestrali, si deve presupporre necessariamente che, nei 16 mesi considerati in bolletta, il consumo d’acqua è stato costante. Del resto, una diversa ripartizione temporale dei consumi avrebbe potuto essere rilevata e provata, dal Comune, solo attraverso la lettura dei contatori.E’ auspicabile, dunque, che i competenti uffici comunali provvedano a rettificare d’ufficio le bollette in cui sia stata applicata l’erronea metodologia di calcolo di cui sopra, evitando così di indurre gli utenti che le abbiano ricevute a pagare più (ben circa il 25% in più!) del dovuto, fermo restando che, comunque, chi abbia pagato più del dovuto, può chiedere al Comune il rimborso e, in caso di inottemperanza, può tutelare i suoi diritti dinanzi al Giudice.

Tratto dal profilo Facebook dell' avv. Paola Galati

Galleria fotografica

2 Foto allegate



Testata Registrata al Tribunale Catanzaro N.R. 1078/2011 N.R.S. 12   |   Direttore Responsabile Alessandro Manfredi   |   P.Iva 03453040796 Media Web srls
Tutti i diritti riservati ©   |   Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - ROC NR. 21658 2code 2code